Cucina DADA Tivalì di Dante Bonuccelli

 

La cucina Tivalì di Dada disegnata da Dante Bonuccelli racchiude all’interno di un solo monoblocco i concetti di tecnologia e funzionalità come pochi altri prodotti riescono a fare. L’idea è quella di una cucina a scomparsa che, con pochi movimenti semplici e fluidi delle ante, può essere “sfoderata” soltanto in caso di esigenza, consentendo così di ottimizzare al massimo lo spazio domestico, che quando la box kitchen rimane chiusa viene comunque impreziosito dall’eleganza delle finiture.

 

DANTE BONUCCELLI BIOGRAFIA E OPERE

Prima di arrivare in Italia ed arricchire il mondo del design con le sue idee, Dante Bonuccelli plasma la sua mente in Argentina, precisamente a Buenos Aires, dove nasce nel 1956 e ottiene la laurea in architettura nel 1979.

Terminata la sua formazione, sente il richiamo del Belpaese e soprattutto di un settore in grande espansione, decidendo di aprire nel 1984 a Milano il suo studio di architettura e design, che permetterà al mondo di conoscere il suo desiderio di sperimentazione continua, che lo porta ad applicare un approccio architettonico al design con grande cura dei dettagli e attenzione verso la funzionalità.

È grazie anche alla sua voglia di cimentarsi con concetti sempre nuovi che Bonuccelli diventa consulente di design per le aziende del Gruppo Molteni Dada e Unifor: per la prima cura diversi progetti innovativi, che rivoluzionano il modo di guardare alla cucina, cercando di portare questo ambiente domestico nella contemporaneità. Nascono così non solo la box kitchen Tivalì, e più tardi la sua rivisitazione Tivalì 2.0, ma anche collezioni come Vela, che dà nuova vita al progetto originale di Ferruccio Laviani, e Trim.

Il grande successo ottenuto da Bonuccelli lo ha portato negli anni a lavorare per committenti di ogni tipo ed ambito, da IBM e Eni fino a Vodafone e Università Bocconi.

 

DADA CUCINA A SCOMPARSA

L’idea di una cucina a scomparsa nasce dall’esigenza di avere a disposizione uno spazio domestico sempre più flessibile, ma anche di sfruttare al meglio le superfici a disposizione, che specialmente nei monolocali e bilocali, sempre più ricercati nelle grandi città, a volte lasciano poco margine per la cucina classica.

Dada e Dante Bonuccelli si sono rivelati pionieri di questo filone, lanciando nel 2004 la box kitchen Tivalì, il cui concetto di base è stato poi reinterpretato in altre collezioni dalla stessa azienda, oltre ad aver ispirato altre case di design.

I modelli a scomparsa si presentano infatti come la soluzione ideale per chi vuole far convivere cucina e soggiorno in una zona “aperta” e collegata, senza però fare necessariamente della show kitchen, quella da esibire agli ospiti, la protagonista della casa. 

Oltre che ad una strumentazione di qualità, quindi, l’attenzione è dedicata ai meccanismi a scorrimento e alle ante che in pochi secondi, e con semplici gesti, devono consentire di rendere l’ambiente più formale, senza però rinunciare all’eleganza che è data da finiture di qualità e dal rigore geometrico.

Dopo il successo di Tivalì, l’approccio è stato replicato anche su altri modelli, come Trim dello stesso Bonuccelli, Intersection di Vincent Van Duysen o Vela.

 

TIVALì DADA: DESIGN E OPINIONI

Quando Dada e Dante Bonuccelli lanciarono sul mercato Tivalì, nel 2004, l’idea era quella di andare oltre il concetto di una semplice cucina, mostrando come fosse possibile realizzare una box kitchen in grado di comparire e scomparire a seconda delle esigenze, trasformando così l’ambiente domestico in pochissime mosse.

Il risultato finale è caratterizzato da un look molto pulito, grazie a grandi ante che trovano “rifugio” nei vani laterali con movimenti fluidi e leggeri, il tutto grazie ad un meccanismo brevettato dalla stessa Dada.

A testimoniare la grande accoglienza di Tivalì da parte della critica sono arrivati negli anni anche prestigiosi riconoscimenti, come il premio di ADI Index nel 2005 e il Red Dot Design Award best of the best nel 2008.