I migliori designer arredano l’ufficio in casa

La linea di confine tra ambiente di lavoro e ambiente domestico appare, in questo momento storico, a dir poco sfocata. Mentre molti professionisti hanno da tempo familiarità con il concetto di home working, la revisione dello spazio domestico in una serie di piani di lavoro è diventata pratica comune. Il luogo destinato alla concentrazione e alla produttività è divenuto un tutt’uno con lo spazio personale e familiare. Ecco allora che cresce la necessità di organizzare un angolo ufficio efficiente, un riparo dalle distrazioni capace anche di salvaguardare l’accoglienza e il calore del resto della casa. In molti casi è sufficiente una scrivania ben organizzata, un elegante scrittoio o, ancora, un tavolo progettato per essere condiviso.

 

D.847.1 di Gio Ponti: il ritorno di un’icona

Questo piccolo scrittoio fa parte dell’arredo che Gio Ponti ha progettato alla fine degli anni ’40 per una “camera da letto per uno scapolo”. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’architetto e un costruttore aeronautico specializzato in alianti ed esperto nella lavorazione del legno. La piccola collezione di elementi di arredo è caratterizzata da linee slanciate e dinamiche, come risulta ben visibile dal piano dello scrittoio, con i terminali curvati che richiamano il profilo di un’ala d’aereo. 

La consolle D.847.1 è interamente realizzata in noce nazionale, con i terminali dei puntali in ottone e con un piccolo cassetto elegantemente arrotondato, sottostante il piano, che diventerà uno dei tratti distintivi di molti progetti di Gio Ponti.

Grazie allo studio attento dei disegni, delle foto d’archivio e dei materiali d’epoca, che caratterizzano il lavoro fatto da Molteni&C per l’intera Heritage Collection, questo capolavoro di artigianalità viene riprodotto ora fedelmente in tutti i dettagli.

 

Secretello di Michele de Lucchi è molto più di una scrivania

Con Secretello la scrivania si trasforma in un vero e proprio spazio di lavoro, una postazione funzionale e autosufficiente che mette a disposizione molteplici superfici come display tanto per gli strumenti del mestiere quanto per gli oggetti di affezione. Questo scrittoio, in cui il concetto di secretaire si fonde in chiave moderna con quello di vetrinetta, è progettato per riflettere la personalità di chi ne usufruisce, valorizzandola e mettendola in mostra ma, allo stesso tempo, proteggendola. Quando, al termine della giornata lavorativa, la vetrinetta si chiude, Secretello diventa una piccola galleria di piccoli oggetti utili e preziosi. 

Le finiture di pregio e l’eleganza della soluzione costruttiva, che associa una solida struttura in rovere naturale ad una lastra di vetro di sicurezza extra-chiaro, suggeriscono una reinterpretazione dello spazio-ufficio contemporaneo perfettamente integrabile con l’arredo domestico. 

 

Essenziale nella forma, complesso nella struttura: lessless di Jean Nouvel

Progettati da Jean Nouvel nel 1994 per gli spazi della Fondazione Cartier, gli arredi della serie LessLess nascono dall’integrazione tra una tecnologia avanzata e una lavorazione industriale sapiente. Questo tavolo dalle linee pure ed essenziali, integralmente realizzato in alluminio, è pensato per accentuare l’attenzione formale alla leggerezza e alla solidità materica e strutturale, senza trascurare una premurosa cura dei dettagli, delle finiture e della funzionalità. LessLess è un monolite sottilissimo e molto resistente, con un piano che doveva apparire “sottile come una busta di carta” per dialogare rispettosamente con le trasparenze della Fondazione Cartier. La superficie millimetrica ai bordi si inspessisce progressivamente verso il centro, così da poter contenere la struttura di irrigidimento. Da vicino sembra una lastra bidimensionale, un vero e proprio foglio di alluminio ma, da lontano, è possibile percepirne la solida consistenza. Le gambe sono in estruso di alluminio sagomato a L e sono spesse appena otto millimetri.

LessLess è una famiglia di tavoli rettangolari e quadrati, di diverse altezze e dimensioni, laccati nei vari colori opachi della gamma Molteni e la loro eleganza e resistenza ne consente una molteplicità di usi.

 

Per una postazione sofisticata e discreta c’è scriba di Patricia Urquiola

Un piano di scrittura in legno, supportato da un elemento contraddistinto dall’eleganza e dalla leggerezza del decoro intagliato, un ripiano estraibile per la tastiera del computer, un cassetto laterale, un reggilibro in lamiera laccata e una bisaccia in pelle a fungere da tasca laterale: questi sono gli elementi che compongono Scriba, lo scrittoio moderno progettato per Molteni&C da Patricia Urquiola. 

Si tratta di un oggetto che rivela le molteplici sfaccettature tipiche del lavoro della designer: il rigore della formazione milanese appare dalla linearità delle forme, mentre l’estro creativo e divertente emerge dall’inaspettato decoro. Un oggetto incredibilmente funzionale, pensato per i gesti quotidiani tipici del lavoro d’ufficio e capace di arredare con classe e ricercatezza qualsiasi tipo di ambiente lavorativo, in studio, nell’ufficio o tra le mura domestiche.